







Quasi uno spettacolo teatrale.
Sulla scena un tavolo rettangolare coperto da un’elegante tovaglia, attorno alcune sedie. Il pubblico prende posto in platea e al tavolo stesso. Nella penombra, voci quasi impercettibili simili a un brusio. Entra una donna, la signora E, si sorprende delle persone che abitano la sua casa, si ricompone e inizia ad apparecchiare. Tutto normale? All’apparenza.
Perché lei manifesta verso le persone e gli oggetti un atteggiamento sempre meno razionale, alternando parole sensate a espressioni fuori luogo.
Finché lui, il figlio, prende la parola e ci porta all’interno di un mondo amaro e crudele, quello di chi scopre la malattia di un suo caro e deve far fronte alla propria inadeguatezza.
Un monologo serrato, quasi un’orazione, il racconto lucido del lento ma inesorabile degradare della situazione di una madre, un’analisi spietata di cosa avviene quando una persona cara inizia ad ammalarsi.
Voci indistinte, stralci di frasi, ricordi dolorosi sono i frammenti delle esperienze che alcuni parenti di malati hanno accettato di condividere sulla scena, per portare all’esterno un dramma troppo spesso non detto e vissuto in solitudine.
Lo spettacolo nasce da un percorso di incontri con familiari di malati di Alzheimer e demenza, nell’ambito di una ricerca realizzata all’interno di una RSA di Brescia in occasione dell’Alzheimer Fest.
Lo spettacolo è indicato per un pubblico di giovanissimi e adulti.
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Alberto Guerra
Alberto Guerra, Michelangiola Barbieri Torriani
Alberto Guerra, Claudio Simeone
Tiziana Gardoni
Antonio Passantino, Eleonora Cominelli, Massimo Arrighini, Piera Forzanini
Andrea ‘Dedo’ De Domenico
Abderrahim El Hadiri